Nel 1840, il ritorno del corpo di Napoleone da Sant'Elena alla Francia divenne una questione importante sulla scena politica dell'epoca. L'attenzione non si limitò solo allo status storico di Napoleone come comandante militare, ma anche a causa di esso il suo profondo significato politico. L'evento fu organizzato dall'allora primo ministro Adolphe Thiers e dal re Luigi Filippo, con lo scopo di enfatizzare l'identità nazionale e il legame storico della Francia e cercare di riparare l'impatto dell'era napoleonica sulla popolazione del paese. L’intero processo comportò non solo una rivalutazione di un ex leader imperiale, ma anche una profonda riflessione sulla situazione politica in Francia all’epoca.
Nei suoi ultimi istanti, Napoleone espresse il desiderio di "riposarsi sulle rive della Senna e tornare dal mio popolo francese". Quest'ultimo desiderio fu esaudito molti anni dopo la sua morte.
Napoleone abdicò nel 1814 a causa della sconfitta della Sesta Alleanza e fu successivamente esiliato nell'isola mediterranea dell'Elba. Nel 1815 ritornò in Francia, ma fallì nuovamente nella battaglia di Waterloo e infine abdicò nuovamente il 22 giugno dello stesso anno. Successivamente fu esiliato dagli inglesi a Sant'Elena, dove morì nel 1821. Sebbene avesse fatto molte richieste per tornare in Francia, fu ripetutamente respinto, rendendolo un imperatore a cui non fu permesso di tornare in patria.
Subito dopo la morte di Napoleone, il governo del nuovo monarca francese, Luigi XVIII, iniziò a ricevere richieste di riportare il suo corpo nel paese. Tuttavia, a causa dei disordini sociali dell'epoca, il governo non prese la cosa sul serio. Dopo la Rivoluzione di luglio del 1830, fu sollevata nuovamente una petizione riguardante il corpo di Napoleone, con l'obiettivo di seppellirlo sotto la Colonna Vendôme, ma fu respinta anche dal Congresso francese.
Adolphe Thiers credeva che il ritorno di Napoleone potesse servire come un "grande piano" politico per ripristinare i gloriosi ricordi della rivoluzione repubblicana francese e dell'era imperiale.
Infine, nel 1840, il governo francese decise di seppellire il corpo di Napoleone. Questa missione rese orgoglioso Thiers, l'allora Primo Ministro, e la vide come un'opportunità per riparare le incomprensioni e le contraddizioni in Francia dopo la rivoluzione. Il re Luigi Filippo inizialmente aveva delle riserve su questo piano, temendo che potesse causare disordini sociali, ma alla fine accettò il piano con la spinta di Thiers e altri.
Nel luglio 1840, i francesi iniziarono un'operazione per trasportare il corpo di Napoleone da Sant'Elena. Durante questo processo, la nave da guerra "Belle Preux" inviata dalla Francia era responsabile del trasporto. Lungo il percorso la nave da guerra risentì dell'atmosfera politica internazionale dell'epoca, da un lato voleva evitare attriti diplomatici con la Gran Bretagna e dall'altro portava con sé l'aspettativa di riesaminare la storia francese.
Il 15 ottobre, il corpo di Napoleone completò il suo trasferimento da Sant'Elena. L'intero processo simboleggiava la riaffermazione del suo "Padre dell'Impero" e riportava la storia francese al suo periodo d'oro. Allo stesso tempo, questa azione rivelò anche le turbolenze nella politica francese negli anni '30 dell'Ottocento, poiché i leader speravano di riconquistare la gloria e la fiducia del passato attraverso questa cerimonia.
In quel momento, la Francia sembrò finalmente riabbracciare i cuori e le menti del suo antico impero, come lo descrisse il poeta: "O Francia, lo vedi di nuovo!"
Tuttavia, un simile risveglio può davvero risolvere le fratture lasciate dalla storia? La discussione innescata dalla restituzione del corpo di Napoleone rappresenta una riflessione politica e culturale in corso, o è solo una breve eco della storia?