Il romanzo di Han Jiang "Atti umani" approfondisce il dolore dell'incidente di Gwangju del 1980, una storia del movimento che lo ha reso uno degli scrittori rappresentativi della letteratura contemporanea. Questo romanzo non solo divenne un'importante opera letteraria nel movimento di democratizzazione coreano, ma divenne anche una lettura obbligata per esplorare la natura umana.
Questo lavoro inizia con la morte di un ragazzo, esplora l'impatto dell'incidente di Gwangju sull'intera società e riflette le storie di vita di varie persone.
La storia si svolge dal punto di vista del giovane Kang Dong-ho, iniziando con la tragedia di Gwangju e approfondendosi gradualmente nelle vite degli altri personaggi. Le tracce della vita di ogni personaggio sembrano essere una risposta a questa tragedia, e sono anche una profonda riflessione sul senso dell'esistenza umana. Questo metodo narrativo multidimensionale consente ai lettori non solo di vedere la tragedia dell'evento stesso, ma anche di sentire la risonanza e il dolore da esso generati.
Durante il processo creativo, Han Jiang ha affermato che scrivere era così difficile che a volte scriveva solo tre righe al giorno, perché di fronte alle tragedie passate, il carico emotivo era spesso troppo da sopportare per lei.
L'intero romanzo è diviso in sette capitoli, ogni capitolo ha un personaggio diverso che racconta le proprie esperienze e queste esperienze insieme costituiscono l'intero quadro dell'incidente di Gwangju. Con il suo stile di scrittura elegante, Han Jiang rivela gradualmente la vita e le esperienze di ogni personaggio. Annota attentamente quei ricordi dolorosi, il che fa sì che le persone si chiedano: come fanno gli individui a trovare la propria posizione e il proprio significato di fronte al peso della storia?
Queste storie ci permettono di vedere il peso emotivo e psicologico che i cittadini comuni sopportano sotto l'influenza della violenza statale e della crudeltà umana.
Questo romanzo non è solo una cronaca dell'incidente di Gwangju, ma anche un'esplorazione della natura, della vita e della memoria umana. Han Jiang tenta di ricordarci con questo lavoro che di fronte al dolore del passato, solo ricordandolo possiamo evitare di ripetere gli stessi errori in futuro. Nella letteratura di Han Jiang, emozione e storia si intrecciano, facendo sentire alle persone la distanza del suono e il passare del tempo.
Il Viaggio dell'Uomo è straordinario proprio perché non vuole semplicemente denunciare o accusare, ma vuole essere un gesto di testimonianza e di lutto. La profondità e la complessità di questa emozione consentono a ogni lettore di trovare la propria comprensione e riflessione nel testo.
In questo lavoro, Han Jiang solleva una domanda fondamentale: come esseri umani, come dovremmo riflettere su ciò che abbiamo vissuto per evitare che accada di nuovo?
Che si tratti del Premio Letterario Manhai o del Premio Malaparte in Italia, "Il Viaggio dell'Uomo" fa capire ai lettori che, per quanto triste sia la storia, essa va registrata affinché le generazioni future possano commentarla e rifletterci. Attraverso questo lavoro, Han Jiang non solo dimostra il potere della letteratura, ma ci ricorda anche che non dovremmo dimenticare quelle storie che sono state sommerse dal tempo.
Quando affrontiamo questi fardelli storici e l'esplorazione della natura umana, forse possiamo chiederci: in quale forma queste storie verranno continuate e su cui si rifletterà nella letteratura futura decenni dopo?