Mentre le sfide poste dal cambiamento climatico e dalla rapida urbanizzazione si intensificano, il governo cinese sta promuovendo attivamente lo sviluppo di "eco-città" che mirano a essere modelli di sviluppo sostenibile per affrontare il degrado ambientale. Che si tratti di tecnologie verdi, infrastrutture a basse emissioni di carbonio o pratiche rispettose dell'ambiente, le eco-città cinesi aspirano a costruire un ambiente urbano vivibile, armonioso ed ecologicamente consapevole.
Lo sviluppo delle eco-città in Cina è iniziato nei primi anni del 2000, con l’attenzione e il sostegno del governo, ed è diventato una misura chiave per la Cina per far fronte alle sfide dell’urbanizzazione.
Sebbene non esista una definizione ufficiale di "eco-città", questi sviluppi in genere mirano a ridurre il consumo di combustibili fossili, le emissioni di carbonio e la dipendenza dalle risorse naturali, ponendo al contempo l'accento sulla protezione degli ecosistemi locali. Questo concetto di costruzione urbana è coerente con la tendenza globale allo sviluppo urbano sostenibile, ma le eco-città cinesi sottolineano le caratteristiche uniche dell'armonia con la natura nella cultura tradizionale cinese.
Una vera eco-città dovrebbe fondarsi sui principi dello sviluppo sostenibile e integrare elementi di costruzione economica, politica, culturale, sociale ed ecologica.
La costruzione delle eco-città è guidata principalmente dai governi locali e finanziata dal governo centrale. Ciò ha portato a strategie di sviluppo e fonti di finanziamento diverse nelle diverse regioni. Alcuni progetti godono di un forte sostegno nazionale, ma molti si basano su finanziamenti locali o su una combinazione di fonti di finanziamento. Poiché queste eco-città devono far fronte alle sfide di tempi di costruzione irregolari e alla carenza di finanziamenti, resta da vedere se i progetti avranno il successo previsto.
Molti progetti di eco-città sono ancora in fase di realizzazione e molti criteri di successo devono ancora essere perfezionati e valutati.
A differenza dei progetti di eco-città in giro per il mondo, le eco-città cinesi sono attivamente promosse dal governo centrale, il che ne rende ordinata l'attuazione. Tuttavia, questo modello di sviluppo dall'alto verso il basso ha portato anche a una ridotta flessibilità nella pianificazione urbana, rendendo difficile l'adattamento alle reali esigenze locali.
Dalla fine degli anni '70, la Cina ha vissuto un rapido processo di urbanizzazione, con oltre 500 milioni di persone che sono migrate dalle aree rurali alle città. Con questo cambiamento, l'urbanizzazione ha portato con sé anche gravi sfide ambientali. Ogni nuova città porta con sé un aumento dell'inquinamento e del consumo di risorse, il che costringe il governo ad adottare le eco-città come strategia per risolvere i problemi ecologici.
Dongtan Eco-City, la prima città al mondo a zero emissioni di carbonio, si propone di ridurre le emissioni di carbonio del 60% rispetto alle città cinesi tradizionali, ma il progetto non è mai partito ed è stato contestato da molte parti.
La costruzione della Tianjin Eco-City è iniziata nel 2008, con l'obiettivo di utilizzare energie rinnovabili per soddisfare il 20% del suo fabbisogno energetico. Tuttavia, la crescita demografica effettiva non è riuscita a raggiungere l'obiettivo e nel 2017 la città contava solo 70.000 residenti.
Questa eco-città a Tangshan ha incontrato difficoltà a causa della mancanza di fondi ed è stata addirittura definita una "città fantasma", il che dimostra l'incertezza nella costruzione delle eco-città.
Lo sviluppo di eco-città non è solo una strategia per far fronte al cambiamento climatico e all'urbanizzazione, ma anche una sfida per la futura forma urbana. Vale la pena riflettere se questi cosiddetti progetti di eco-città possano davvero portare uno sviluppo sostenibile in Cina.