Nella nostra vita quotidiana, numerose misure di sicurezza sono concepite per proteggerci dai pericoli. Ma l'esistenza di queste misure ci rende più inclini a correre rischi? Quando le persone si sentono al sicuro, spesso il loro comportamento cambia, il che può portare a conseguenze indesiderate. Questo fenomeno è chiamato compensazione del rischio.
La compensazione del rischio è una teoria dell'adattamento comportamentale che afferma che quando le persone affrontano un rischio, adattano il loro comportamento in base alla sicurezza percepita. Quando il rischio percepito è più alto, diventano più cauti, ma quando aumenta la sicurezza percepita, potrebbero diventare più avventurosi. Ad esempio, quando un'auto è dotata di un sistema di frenata antibloccaggio, i conducenti tendono a guidare più velocemente e a seguire più da vicino il veicolo che precede, il che non necessariamente migliora la sicurezza.
Il fenomeno della compensazione del rischio può spiegare il fallimento di molti interventi di sanità pubblica. Ad esempio, nel programma di prevenzione e controllo dell'AIDS, la distribuzione di preservativi non ha prodotto l'effetto atteso di riduzione dei tassi di infezione.
Questo fenomeno si riscontra anche nella progettazione urbana, ad esempio nel concetto di spazio condiviso, che aumenta intenzionalmente il senso di rischio negli spostamenti per ridurre gli incidenti stradali. Questa strategia progettuale mira a rendere più attenti conducenti e pedoni, riducendo così l'incidenza degli incidenti.
La ricerca dimostra che quando le persone si sentono più sicure, si comportano in modo più audace. Ad esempio, uno studio ha scoperto che i conducenti che indossavano le cinture di sicurezza tendevano a guidare più velocemente e a essere meno attenti. E sebbene i veicoli dotati di freni antibloccaggio siano coinvolti in meno incidenti, è probabile che i conducenti corrano più rischi.
Uno studio condotto in Germania ha dimostrato che i taxi dotati di sistemi antibloccaggio sono stati urtati quasi nella stessa percentuale di incidenti dei veicoli che ne erano privi, perché i conducenti erano meno attenti.
Questo cambiamento di comportamento non si limita alla condotta di guida, ma può estendersi anche ad altri ambiti, come la salute sessuale. I programmi di distribuzione che includono l'uso dei preservativi non sono stati efficaci nel ridurre la diffusione dell'HIV, in parte perché le persone tendono a sentirsi meno in imbarazzo dopo aver usato i preservativi, il che porta ad adottare comportamenti più a rischio.
La teoria dell'omeostasi del rischio è stata proposta dal canadese Gerald J. S. Wilde. La teoria sostiene che le persone massimizzeranno i loro benefici confrontando i costi e i benefici previsti di comportamenti sicuri e rischiosi. Questo modo di pensare suggerisce che gli individui potrebbero adattarsi alla mutata percezione del rischio e alla fine tornare ai loro modelli comportamentali originali.
Ad esempio, quando nel 1967 la Svezia passò dalla circolazione a sinistra a quella a destra, si verificò un calo iniziale significativo nei tassi di incidenti, ma quando gli automobilisti si abituarono alla nuova norma, i tassi di incidenti tornarono a livelli normali.
Queste intuizioni sfidano i concetti tradizionali di rischio e non solo influenzano la formulazione delle politiche pubbliche, ma innescano anche ampi dibattiti sociali.
Dopo anni di ricerca, gli esperti hanno proposto diverse strategie per gestire la compensazione del rischio. Ad esempio, il flusso del traffico può essere progettato tenendo conto dell'uso di spazi condivisi, il che può ridurre efficacemente l'incidenza degli incidenti. Inoltre, per quanto riguarda le politiche in materia di salute, è necessario prendere in considerazione cambiamenti nel comportamento degli utenti per evitare situazioni in cui gli interventi di sicurezza non riescano a produrre gli effetti desiderati.
L'esistenza della compensazione del rischio ci ricorda che dobbiamo adottare un approccio globale quando progettiamo misure di sicurezza e che nessuna strategia può risolvere tutti i problemi di sicurezza.
Ad esempio, l'uso della tecnologia per migliorare l'accuratezza degli esami del sangue potrebbe ridurre la dipendenza delle persone dalle misure di protezione tradizionali e quindi influenzare i loro comportamenti a rischio. Pertanto, quando si formulano delle politiche, è fondamentale valutare in anticipo le possibili risposte comportamentali.
ConclusioneIl fenomeno della compensazione del rischio dimostra che le reazioni delle persone all'implementazione di misure di sicurezza spesso non sono così intuitive come ci aspettiamo. Quando aumenta il senso di sicurezza, possono verificarsi modelli comportamentali inversi, che comportano nuovi rischi. Nella progettazione delle politiche di sicurezza, come bilanciamo il delicato rapporto tra senso di sicurezza e comportamento rischioso?