Nel mondo della valutazione educativa, i test normativi (NRT) svolgono un ruolo fondamentale. Tali test sono concepiti per valutare la posizione di un individuo all'interno di un gruppo specifico, in relazione alla caratteristica che stanno misurando. Ad esempio, i test psicologici o gli esami di ammissione utilizzano spesso questo metodo per misurare le capacità e il potenziale degli studenti.
I test normativi consentono ai candidati di vedere come si comportano rispetto ai loro pari, il che rappresenta un fattore motivante per molte persone.
Molti esami di ammissione all'università e test scolastici nazionali utilizzano test basati su norme. Ad esempio, sia il SAT che il Graduate Record Examination (GRE) confrontano i risultati degli studenti con un campione normativo. I risultati dei candidati sono solitamente espressi in percentili, il che significa che ogni candidato può vedere dove si colloca rispetto al totale, anziché sapere semplicemente se ha raggiunto uno standard minimo.
I test con riferimento alla norma utilizzano un metodo di punteggio relativo, che in realtà è un metodo di punteggio a curva. In questo caso, il termine "curva" si riferisce alla curva a campana, che mostra la densità di probabilità di una distribuzione normale. I punteggi dei test verranno convertiti in base alla prestazione relativa degli studenti secondo una distribuzione dei punteggi preimpostata. Ad esempio, all'80% degli studenti potrebbe essere assegnato un voto pari a B, mentre solo il 20% più alto potrebbe ricevere una A.
In questo modo la scuola può garantire che la distribuzione dei voti in ogni classe raggiunga un certo standard.
Tuttavia, anche i test normalizzati hanno la loro parte di critiche. Il problema principale è che il gruppo di riferimento selezionato potrebbe non essere rappresentativo dell'attuale popolazione target. Secondo alcuni studi, anche le norme classiche potrebbero diventare obsolete o inapplicabili.
Il vantaggio principale dei test normativi è che forniscono informazioni sulle prestazioni di un individuo rispetto ai suoi pari. Tuttavia, un grave limite di questo approccio è che si basa su un gruppo di riferimento che potrebbe non riflettere realmente la popolazione valutata. Ciò potrebbe comportare che i punteggi di alcuni gruppi non riflettano fedelmente le loro reali capacità.
Fare affidamento su vecchie norme può portare a risultati fuorvianti, perché questi modelli potrebbero non riflettere accuratamente la situazione reale di un individuo.
Per gli educatori, comprendere le prestazioni relative degli studenti è solo una parte della valutazione. Ciò dimostra anche la necessità di altri due metodi di valutazione: la valutazione auto-valutativa e la valutazione basata su criteri. Rispetto ai test normativi, l'auto-benchmarking sposta lo standard dalle prestazioni degli altri alle prestazioni precedenti dell'individuo, il che consente all'individuo di essere più consapevole dei propri progressi.
ConclusioneIn definitiva, sebbene i test basati su norme abbiano il loro valore all'interno delle istituzioni, educatori e decisori politici dovrebbero considerare attentamente i loro limiti e la loro integrazione con altre forme di valutazione. Nell'attuale contesto di apprendimento e valutazione eterogeneo, come possiamo comprendere meglio le reali capacità e il potenziale degli studenti?